Giandeto, Stropeda, Croveglia, laghetto di Filippo e Isabella. Racconti Modenesi e Rumeni che hanno scaldato la prima passeggiata invernale dell'anno

Udii tra il sonno le ciaramelle, ho udito un suono di ninne nanne. Ci sono in cielo tutte le stelle, ci sono i lumi nelle capanne. Sono venute dai monti oscuri le ciaramelle senza dir niente; hanno destata ne' suoi tuguri tutta la buona povera gente.

Il Solstizio d'Inverno al Bosco Incantato - - Era la vigilia del solstizio d’inverno, e nel Bosco Incantato la neve ammantava ogni cosa nel suo silenzioso candore. Nell’aria gelida del mattino, la nebbia che era salita dal ruscello d’argento e si era posata sulle foglie, sui rami spogli e sugli abeti dagli aghi smeraldini, si era ghiacciata, e ora tanti piccolissimi cristalli bianchi, che parevano trine fatate, rivestivano il bosco, come a prepararlo ad una grande festa

L'11 dicembre Storie intorno al camino a Rio Castagne. Paola ha narrato di Bubba di San Giovanni, di Cibo e topi e altre storie. Poi un ricordo di Gianni Franchini di Fiorano che non sapeva cosa erano le donne. Belle storie, bella gente, bel camino

La rabbia è come la schiuma nel vino o nella birra, dopo che la togli senti il buono che c'è sotto

Una fotogtafia, una statuetta , una piccola mangrovia. Da ognuna di esse è uscita una storia

L’Equinozio d’Autunno ha molte valenze simboliche ed è chiamato in molti modi: tempo del seme, festa del secondo raccolto, Mabon, Michaelmas (festa dell’arcangelo Michele). Comunque lo si chiami e in qualunque modo lo si festeggi, la prima cosa da fare è RINGRAZIARE. E ringraziare è di per se’ un rito magico, si capisce quante cose belle abbiamo, quante persone meravigliose ci ci stanno vicino. Un tempo, in Romagna ai bambini si diceva: “Impara le paroline magiche: grazie e per favore”.

Dal 21 al 25 agosto si è partecipato al Festival La luna e i calanchi ad Aliano (Matera) organizzato dalla Casa della paesologia. La paesologia unisce l’attenzione al dettaglio con la spinta verso il sacro, mettere al centro la poesia cambia molte cose, significa mettere al centro della vita la morte, la morte non è una faccenda di un giorno solo, è la faccenda di ogni giorno, la morte muove l’anima, la poesia e la morte portano inevitabilmente a dio. non quello che ci hanno raccontato...

Da Civago per il 605 al Rifugio Segheria. Un salto al Battisti, al Passo delle Forbici e al Giovarello, qualche racconto, mollte risate e una indimenticabile partita a briscola. Sentirsi a casa

Una volta, un giorno, andai ad abitare in campagna C’erano dei campi vicino a casa e poco lontano, un bosco. Non giravo tanto quei luoghi, mi spostavo lontano Mi piaceva cercare luoghi più impervi, boschi più grandi, magari verso i crinali Pian piano imparai a conoscere molti dei sentieri della zona e a sentirmi più abitante di quel luogo. Ad esempio mi piaceva partire da casa, camminare su di una carraia che porta ad una stalla , poi in un piccolo borgo antico ....

Mostra altro